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OSTEOCONDRITE DISSECANTE DELLA SPALLA

L’osteocondrite dissecante (OCD) è una malattia che colpisce le cartilagini di ……

IGIENE DENTALE NEL CANE E NEL GATTO: NON SOLO UN PROBLEMA DI ALITOSI

Nel cane e nel gatto l’alitosi (alito maleodorante) è un problema molto diffuso e potrebbe essere indicativo di una cattiva condizione di salute del cavo orale.
I nostri animali iniziano ad avere problemi dentali e gengivali a partire dai 3 anni di età e ,tra i cani, le razze più predisposte sono quelle Toy o di piccola taglia.
La prevalenza di questi problemi aumenta con l’età. Purtroppo solo 1/3 degli animali affetti da malattie infiammatorie del cavo orale riceve le cure opportune, e, se non trattati, sono destinati a sviluppare parodontopatia ,gengivite e perdita di denti.
La diffusione batterica che avviene a causa di placca, tartaro e gengive infiammate può causare danni a cuore, polmoni ed ad altri importanti organi generando così danni sistemici di difficile gestione.
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LA MIOCARDIOPATIA IPERTROFICA DEL GATTO

La patologia cardiaca più diffusa nella specie felina è la CMPI e sebbene sia relativamente comune e per questo sia continuamente studiata nulla ancora di veramente certo si conosce riguardo le cause.
Questa patologia determina un ostacolo al riempimento del cuore per cui anche la gittata cardiaca conseguente è ridotta e così si ha un deficit nella circolazione del sangue.

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L’IMPORTANZA DELLA PROFILASSI VACCINALE NEI NOSTRI ANIMALI

Giulietta è una gattina molto buona di 6 mesi, proveniente da un gattile, non vaccinata e non ancora sterilizzata.
I ragazzi che l’hanno temporaneamente accolta in casa (in attesa di trovarle una famiglia adottiva) dopo qualche giorno notavano che la micia aveva difficoltà a stare in piedi.
Visitata nella nostra struttura, a Giulietta veniva riscontrato un forte dolore articolare ad entrambi gli arti posteriori (tarsi): veniva sottoposta ad accertamenti radiografici a seguito dei quali non si evidenziavano lesioni ossee e, vista l’assenza di altri segni patologici, veniva dimessa con terapia antinfiammatoria, ipotizzando traumi antecedenti.
Dopo un paio di giorni Giulietta veniva portata nuovamente a visita perché, oltre ad avere ancora dolori articolari, mostrava inappetenza, abbattimento e presentava escoriazioni (ulcere) localizzate nel padiglione auricolare esterno di entrambe le orecchie.

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CASO CLINICO: MASSA CISTICA RENALE

Si è presentato alla nostra clinica Zara, un cane femmina di Lupo Cecoslovacco di 18 mesi con cistite ricorrente.
Abbiamo eseguito gli accertamenti biochimici ed ematologici generali che non hanno messo in evidenza patologie particolari. All’esame ecografico si riscontrava una massa contenente liquido a livello della loggia renale e non si evidenziava l’ecostruttura del rene dx.

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FORASACCHI: UNA INSIDIA PER I NOSTRI ANIMALI

Durante il periodo dell’anno che va dalla tarda primavera all’estate inoltrata (a seconda delle condizioni climatiche), crescono delle piante graminacee conosciute comunemente come “Forasacchi”, il cui nome scientifico è “Bromus Hordaceus”, o “Bromus Ramosus”.
Tali vegetali sono comuni in molti campi e giardini, sia in campagna che in molte aree urbane (aiuole pubbliche, parchi comunali, greti di fiumi ecc…) e diventano un pericolo quando la parte terminale della pianta (“spiga”), ormai secca o appena falciata, cade sul terreno.

Le spighe, per la loro particolare forma fisica (forma lanceolata, presenza di peluria uncinante e apertura ad ombrello), tendono a penetrare facilmente in molte cavità corporee (naso, bocca, orecchie, occhi…..) e nella cute, andando sempre più in profondità.

Gli animali spesso vengono portati in Clinica dopo avere fatto un po’ di attività fisica in “aree verdi”, con dei sintomi abbastanza tipici a seconda del sito in cui il corpo estraneo è penetrato ed il sintomo è ciò che aiuta ad ‘individuare il problema.

Quando l’arista della graminacea penetra nel condotto auricolare, il sintomo immediato è un forte scuotimento della testa accompagnato, talvolta, da sfregamenti dell’orecchio interessato contro oggetti e/o a terra, oppure da tentativi di grattamento con gli arti; in una seconda fase (più tardiva) l’animale tende a tenere il capo in posizione inclinata verso il lato dell’orecchio dolente.

Se il forasacchi viene inalato, il sintomo principale è caratterizzato da starnuti persistenti ed intensi, ripetuti sfregamenti del muso e, frequentemente, perdita di sangue da una narice (rinorragia). Alcuni cani possono però eliminare la spiga con uno starnuto (raramente e se penetrato solo superficialmente) o deglutirlo. In questo caso i sintomi tendono a scemare nelle ore successive.
Purtroppo l’unico modo che il veterinario ha per escludere o confermare la presenza del corpo estraneo, e quindi rimuoverlo, è quello di eseguire un’ispezione delle narici in sedazione.
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OFTALMOLOGIA

Il dott. Mario Vergara,specialista in oftalmologia veterinaria, collabora con la nostra clinica.
Nato a Lecce il 01/03/1966, laureato a Perugia il 06/11/1992.
Ha svolto la libera professione a Magione (PG) dal 1993, dove è stato socio fondatore della Clinica Veterinaria Trasimeno, fino al Dicembre 2006.
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FRATTURE NELLE RAZZE TOY

Barboncini, Chihuaua, Pinscher, Yorkshire sono spesso soggetti a fratture di radio ulna che si procurano banalmente saltando dal letto o dal divano.
Le ossa normalmente guariscono per un processo fisiologico di riparazione ossea (callo osseo) che avviene attraverso grazie all’apporto nutritizio e vascolare nella sede di frattura.
Nelle razze Toy, vista l’esiguità delle masse muscolari dell’arto anteriore ed il minimo apporto di tessuto vascolare nel distretto fratturato, la guarigione ossea diventa difficile.

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BRONCOSCOPIA VETERINARIA

I cani durante la stagione estiva possono inspirare corpi estranei vegetali, tra i più comuni ritroviamo i forasacchi. La sintomatologia è caratteristica e consiste nella comparsa di una tosse improvvisa ed acuta che l’animale non presentava quando è uscito di casa; questa anamnesi è importante per il veterinario in quanto permette di distinguerla dalla tosse per raffreddamento, virale o batterica.

Data l’impossibilità di determinare sempre con sicurezza la presenza del corpo estraneo (in quanto il proprietario può non aver visto il cane inalarlo), di solito si comincia a trattare la tosse mediante terapia antibiotica; se però dopo 7-10 giorni il cane non migliora o abbiamo una recidiva appena si interrompe la terapia, si comincia di eseguire una broncoscopia per verificare l’effettiva presenza del corpo estraneo.

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