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news
03 Ott

Broncoscopia



I cani durante la stagione estiva possono inspirare corpi estranei vegetali, tra i più comuni ritroviamo i forasacchi. La sintomatologia è caratteristica e consiste nella comparsa di una tosse improvvisa ed acuta che l’animale non presentava quando è uscito di casa; questa anamnesi è importante per il veterinario in quanto permette di distinguerla dalla tosse per raffreddamento, virale o batterica. Data l’impossibilità di determinare sempre con sicurezza la presenza del corpo estraneo (in quanto il proprietario può non aver visto il cane inalarlo), di solito si comincia a trattare la tosse mediante terapia antibiotica; se però dopo 7-10 giorni il cane non migliora o abbiamo una recidiva appena si interrompe la terapia, si comincia di eseguire una broncoscopia per verificare l’effettiva presenza del corpo estraneo. Caso clinico Cane femmina di Amstaff di due anni con tosse presente da qualche mese non accompagnata da altri sintomi. La diagnosi precedente è stata di tonsillite, ma vista la refrattarietà della paziente agli antibiotici, è stata eseguita una broncoscopia (tecnica mininvasiva mediante strumento a fibre ottiche) attraverso la quale è stato rinvenuto un forasacco nell’albero bronchiale che causava la tosse. Ricordiamo che questa procedura chirurgica, per quanto incruenta, richiede un’anestesia generale del paziente.

12 Lug

Orario estivo

Orario estivo

Si comunica alla gentile clientela che per tutto il mese di Luglio la nostra clinica effettuerà il seguente orario domenicale: 9.30/12.30 Auguriamo ai nostri clienti una serena estate.

21 Giu

FORASACCHI: UNA INSIDIA PER I NOSTRI ANIMALI

FORASACCHI: UNA INSIDIA PER I NOSTRI ANIMALI

Durante il periodo dell'anno che va dalla tarda primavera all'estate inoltrata (a seconda delle condizioni climatiche), crescono delle piante graminacee conosciute comunemente come “Forasacchi”, il cui nome scientifico è “Bromus Hordaceus”, o “Bromus Ramosus”. Tali vegetali sono comuni in molti campi e giardini, sia in campagna che in molte aree urbane (aiuole pubbliche, parchi comunali, greti di fiumi ecc...) e diventano un pericolo quando la parte terminale della pianta (“spiga”), ormai secca o appena falciata, cade sul terreno. Le spighe, per la loro particolare forma fisica (forma lanceolata, presenza di peluria uncinante e apertura ad ombrello), tendono a penetrare facilmente in molte cavità corporee (naso, bocca, orecchie, occhi.....) e nella cute, andando sempre più in profondità. Gli animali spesso vengono portati in Clinica dopo avere fatto un po' di attività fisica in “aree verdi”, con dei sintomi abbastanza tipici a seconda del sito in cui il corpo estraneo è penetrato ed il sintomo è ciò che aiuta ad 'individuare il problema. Quando l'arista della graminacea penetra nel condotto auricolare, il sintomo immediato è un forte scuotimento della testa accompagnato, talvolta, da sfregamenti dell'orecchio interessato contro oggetti e/o a terra, oppure da tentativi di grattamento con gli arti; in una seconda fase (più tardiva) l’animale tende a tenere il capo in posizione inclinata verso il lato dell'orecchio dolente. Se il forasacchi viene inalato, il sintomo principale è caratterizzato da starnuti persistenti ed intensi, ripetuti sfregamenti del muso e, frequentemente, perdita di sangue da una narice (rinorragia). Alcuni cani possono però eliminare la spiga con uno starnuto (raramente e se penetrato solo superficialmente) o deglutirlo. In questo caso i sintomi tendono a scemare nelle ore successive. Purtroppo l'unico modo che il veterinario ha per escludere o confermare la presenza del corpo estraneo, e quindi rimuoverlo, è quello di eseguire un’ispezione delle narici in sedazione. Non meno frequenti sono le penetrazioni nel sacco congiuntivale dell'occhio ( più frequenti nei gatti) o nella cute, specialmente nello spazio interdigitale). Una menzione a parte merita la localizzazione bronchiale, forse la più temuta: i vegetali, in questo caso, vengono introdotti attraverso il cavo orale e, attraversata la trachea, si incastrano tra le pareti di un bronco. Qui possono permanere per diversi mesi creando una grave infezione delle vie respiratorie fino a causare degli ascessi. Con il passare del tempo, i forasacchi possono bucare il tessuto polmonare e migrare in altri distretti, causando ulteriori infezioni e rendendo difficoltosa la sua rimozione. Il sintomo classico è la tosse, forte, persistente e cupa. La difficoltà maggiore in questi casi è distinguere una tosse di origine infettiva (batterica o virale) da una tosse da corpo estraneo. Dopo un primo approccio medico (trattamento del soggetto con antibiotici specifici), non rimane altro che accertare la presenza o meno del corpo estraneo, in anestesia generale, con l'ausilio di un endoscopio a fibre ottiche, con lo scopo di rimuoverlo. Sfortunatamente, a parte evitare i luoghi ove sono presenti queste piante, nessun accorgimento messo in atto dai proprietari è in grado di prevenire questi “incidenti”.

13 Mag

IGIENE DENTALE NEL CANE E NEL GATTO: NON SOLO UN PROBLEMA DI ALITOSI

IGIENE DENTALE NEL CANE E NEL GATTO: NON SOLO UN PROBLEMA DI ALITOSI

Nel cane e nel gatto l’alitosi (alito maleodorante) è un problema molto diffuso e potrebbe essere indicativo di una cattiva condizione di salute del cavo orale. I nostri animali iniziano ad avere problemi dentali e gengivali a partire dai 3 anni di età e ,tra i cani, le razze più predisposte sono quelle Toy o di piccola taglia. La prevalenza di questi problemi aumenta con l’età. Purtroppo solo 1/3 degli animali affetti da malattie infiammatorie del cavo orale riceve le cure opportune, e, se non trattati, sono destinati a sviluppare parodontopatia ,gengivite e perdita di denti. La diffusione batterica che avviene a causa di placca, tartaro e gengive infiammate può causare danni a cuore, polmoni ed ad altri importanti organi generando così danni sistemici di difficile gestione. E’ chiaro, quindi, che la prevenzione ha un ruolo importantissimo. Per prevenire tali problemi è necessario usare quotidianamente spazzolino da denti e dentifricio per cani e gatti a partire dai 3-7 mesi di età, in modo che si abituino fin da piccoli a certe manualità. E’ ancora più importante portare i vostri animali dal veterinario per controlli periodici in modo tale che possa indicarvi la terapia più opportuna. Infiammazioni lievi delle gengive possono essere trattate con successo con terapia antibiotica mirata. In situazioni in cui placca e tartaro hanno già interessato la superficie dentale e sottogengivale occorre fare una detartrasi con ablatore del tartaro a ultrasuoni e/o un curretage manuale che permetta di rimuovere tutto il materiale nocivo e lucidare infine la superficie dentale per renderla nuovamente levigata. Tale procedura per essere effettuata in modo corretto e privo di rischi per i pazienti, necessita obbligatoriamente di anestesia generale che in tutte le cliniche veterinarie dotate di anestesia gassosa viene effettuata di routine da personale medico veterinario